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Condivisione e Partecipazione. Gli interventi del convegno Lavoro Etico @ Facility Management

P&P Facility Management ha deciso di focalizzare la sua prima Annual Conference su un tema di grande attualità: l'impegno per un'Etica del Lavoro applicata al mondo del Facility Management - #bussolaetica. L'evento, tenutosi il 25 settembre 2015 nella prestigiosa cornice di Palazzo delle Stelline, a Milano, ha riscosso un notevole successo e una partecipazione qualificata e numerosa

Facility management e finanza immobiliare

 

P&P Facility Management ha deciso di focalizzare la sua prima Annual Conference su un tema di grande attualità: l'impegno per un'Etica del Lavoro applicata al mondo del Facility Management - #bussolaetica.  

L'evento, tenutosi il 25 settembre 2015 nella prestigiosa cornice del Palazzo delle Stelline, a Milano, ha riscosso un notevole successo e una partecipazione qualificata e numerosa. 

Nicola Antonucci, Founder&CEO di ComplexLab, ha relazionato sul tema "Tecnologia dell'Etica" e stimolato il brainstorming con il Pubblico presente, che ha partecipato in veste di "Relatore" fornendo contributi stimolanti sulla base di proprie Competenze ed Esperienze.

Segnaliamo qui di seguito i nomi e i titoli professionali delle Persone intervenute (tra i Relatori e il Pubblico), con una sintetica ricognizione dei temi trattati:

  • Domenico Pollani - CEO P&P Facility Management;
  • Oliviero Tronconi - Direttore del Master Universitario del Politecnico di Milano: "Real Estate Management"; 
  • Steve Bariselli - Construction project manager - Burger King;
  • Giovanni Periale - Esponente Ethica Forum  (SCARICA LA PRESENTAZIONE);
  • Mariantonietta Lisena - Direttore Generale IFMA Italia (International Facility Management Association)  (SCARICA LA PRESENTAZIONE);
  • Nicola Antonucci - Founder & CEO ComplexLab Srl  (SCARICA LA PRESENTAZIONE);
  • Alberto MonzianiSenior Quality, Health, Safety, Environment and Ethic consultant - Free lance;
  • Barbara Bernardoni - Responsabile HR in multinazionale in ambito IT;
  • Mauro RussoDirettore dell’area Finance e Controller di P&P Holding;
  • Liberto Pollani - Chairman, CEO P&P Holding;
  • Walter GioiaCounselor e formatore aziendale, psicologo e psicoterapeuta transpersonale;
  • Marco Sodano - giornalista "La Stampa";
  • Giuseppe Scifo - Direttore Centro Ricerche sulla Complessità - Carlo Cattaneo University

 

I contributi dei Professionisti intervenuti hanno permesso di fornire una rappresentazione - relativa al contesto attuale - circa la possibilità di un'Etica del lavoro nel mercato del Facility Management Italiano, con un focus, anche, sul rapporto con la Tecnologia. 


GLI INTERVENTI DEI RELATORI

Ha aperto i lavori Domenico Pollani, che ha posto il tema essenziale dell'Innovazione di processo, del Cambiamento quale leva  - "cognitiva" e professionale - per raccogliere la sfida di un Lavoro Etico all'interno di contesti aziendali e, in specie, di imprese in ambito Facility Management.

Il prof. Tronconi - in estrema sintesi del suo articolato intervento - ha sviluppato il tema dell'evoluzione del mondo Facility Management verso scenari di sempre maggiore importanza dell'Informazione ("causa ed effetto del fare"), della sua gestione informatica efficiente, della sua condivisione in organizzazioni sempre più snelle e piatte.  L'importanza, quindi, della Cultura e della Formazione delle Persone sarà essenziale per una maggiore e migliore partecipazione responsabile alle attività aziendali.

Steve BariselIi ha focalizzato il suo intervento sui rapporti (connessioni) interni all'Azienda, sostenendo che sono fondamentali per costruire un’Etica del Lavoro. Per creare migliori relazioni interne, è necessario affidarsi all’efficacia dell’interdisciplinarità e gestire bene i flussi informazionali, poiché è dalla condivisione e dal Dialogo che discende una Cultura dell’Etica. Per questo, ha sottolineato, la struttura aziendale ideale dovrebbe essere "piatta" e prevedere il coinvolgimento orizzontale di tutti i soggetti.

Giovanni Periale ha sostenuto che Persone e Aziende stanno diventando sempre più etiche perché, attraverso Internet, è più facile che eventuali azioni scorrette o non etiche vengano scoperte

Nicola Antonucci ha rilanciato il tema, affermando che l’Etica è una conseguenza della Tecnologia, che certamente ci rende tutti più connessi ma, al contempo, anche maggiormente esposti.

Secondo Mariantonietta Lisena, l’Etica deve rispondere alla domanda: “Cosa posso fare per te?” innescando così un processo razionale e virtuoso. Numerosi, infatti, risultano essere i benefici, dentro e fuori l'Azienda, di una Cultura Etica, che può diventare strumento per ottimizzare il tempo da dedicare alla famiglia, agli amici e ai propri interessi. Secondo Lisena, inoltre, l’Etica “esce fuori” dall’Azienda e viene percepita e condivisa anche dagli stakeholder esterni: ciò conduce alla condivisione del risparmio e dei benefici che da essa derivano.

Marco Sodano, nella sua veste di Moderatore, ha invece sollevato dei dubbi sui reali benefici connessi all’utilizzo delle Tecnologie a supporto della diffusione dell’Etica in ambiti lavorativi. 


GLI INTERVENTI DAL PUBBLICO

Sono seguiti i contributi del Pubblico "Relatore"

Alberto Monziani, nel suo intervento, ha stigmatizzato la necessità di considerare l'aspetto temporale dell'Etica: per fare in modo che il Lavoro Etico diventi parte integrante della cultura aziendale, infatti, è necessario prevederne lo sviluppo, con un costante controllo nel tempo, che può richiedere lunghi periodi di implementazione. Solitamente invece - ha evidenziato - il concetto di Etica viene affrontato in maniera "frettolosa" e poco curata, trascurando il tempo necessario per garantirne una corretta evoluzione.

Un altro focus del contributo di Monziani ha riguardato la necessità di fissare limiti e regole circa gli ambiti di competenza e discrezionalità di intervento da parte degli attori coinvolti, circoscrivendo così le possibilità di frodi. In questo caso, è di fondamentale importanza il ruolo della concorrenza sleale: competitor poco corretti sottopongono a un forte stress i player che abbiano invece deciso di adottare comportamenti etici, imponendo loro maggiori sforzi per raggiungere gli obiettivi prefissati, in quanto costretti ad operare in un contesto impari.

Infine, Monziani ha sottolineato come l’Etica possa essere considerata un’opportunità da parte delle aziende di Facility Management, laddove considerata una sorta di “Calcolo dei Rischi”, ossia un’algebra, una formula matematica in grado di evidenziare e prevedere gli eventuali oneri derivanti da danni, extra-costi e problematiche che l’Azienda dovrebbe affrontare qualora adottasse un "approccio non etico".      

A seguire l'intervento di Barbara Bernardoni, che ha invece posto l’accento su come, negli anni, si sia assistito al ribaltamento di un importante elemento dell’Etica: la Partecipazione. Mentre negli anni ’80-'90 questa era considerata una ricchezza, col passare del tempo si è trasformata in “divisione”, portando sempre più a una distanza con le Risorse dell'Azienda sotto molteplici aspetti: economici, comunicazionali ma anche di rispetto e riconoscimento. "E’ giunto il momento di agire - ha concluso Bernardoni - per colmare le “distanze” createsi all’interno delle Aziende, collaborando e partecipando per raggiungere obiettivi comuni".

Collegandosi alla riflessione di Bernardoni, Mauro Russo ha sottolineato come la Cultura della Partecipazione all’interno dell’Azienda si nutra dell'esempio dato dai Vertici, a partire già dal CEO. Diversamente, ha minori possibilità di innestarsi e fiorire.

Liberto Pollani, poi, ha posto l'accento su un Dialogo empatico e costante con tutti i soggetti, quale elemento fondante dell'Etica aziendale. Questa viene altresì favorita dalla Tecnologia,  che rende disponibili strumenti attraverso cui è possibile coinvolgere e rendere partecipi Tutti, anche emozionalmente, a prescindere da distanze spaziali o temporali. 

Ai benefici della Tecnologia - ha proseguito il CEO di P&P Holding - fa tuttavia da contraltare, in negativo, la cultura socio-politica, con esempi “tossici” che inducono molti operatori a ignorare regole e norme. Infine, Pollani ha invitato Tutti a una positiva "percezione" dell'Etica come bene comune e opportunità globale.

Alla provocazione lanciata da Nicola Antonucci: "Quali sono gli ostacoli al Lavoro Etico in Italia?", Walter Gioia ha risposto snocciolando tre punti:

  • i tempi brevi nei quali sono richiesti risultati, prestazioni, creatività, “leadership”;
  • la mancanza di esempi positivi continuativi, coerenti e stabili “dall’alto” nelle aziende e nella vita socio-politica;
  • l’incoerenza e/o incostanza di regole chiare, di premi e di sanzioni: per una cultura dell’Etica è necessaria una formazione dedicata.

Giuseppe Scifo, infine, ha messo in luce la distinzione tra etica, religione, morale e legge. Secondo il suo pensiero, per essere correttamente applicata l'Etica deve scaturire primariamente dal rapporto con se stessi. Ha inoltre sottolineato la fondamentale differenza tra “fare un business etico” e “fare dell’etica un business”.

 

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